martedì 4 agosto 2009

Le ragioni per mettere “fretta” e quelle per “mettere il freno”

Di Ciuenlai

I perché di una fretta - La nuova “bufera” giudiziaria di Perugia si presta a diverse riflessioni. Intanto si tratta (per il momento e a mio giudizio) di poca cosa. Abbiamo un ex sindaco indagato (indagato e non ancora accusato) e sospettato di aver commesso qualche errore e un centinaio di persone la cui posizione viene valutata per vedere se con questi presunti errori c’entrano qualcosa. Insomma un inizio molto lontano da una fine. Eppure tutto questo provoca ripercussioni di non poco conto. Oh intendiamoci subito; niente a che dire con il lavoro dei giudici. Fanno il loro dovere e sono fuori da qualsiasi altra considerazione. Ma andiamo al dunque. Primo; apre la campagna elettorale per le regionali su argomenti diversi da quelli strettamente politici. Secondo incide sugli equilibri interni legati alla battaglia congressuale del Partito Democratico. Terzo; provoca il rischio di un blocco della pubblica amministrazione. Ed è questo l’aspetto più preoccupante “al tempo della crisi”. Come fu per “appaltopoli” , queste inchieste determinano il “trionfo della burocrazia”. Nessun atto viene confezionato senza decine di “bolli”, centinaia di pareri, migliaia di firme e di compartecipazioni alle responsabilità, milioni di dubbi. C’è già chi parla di “Comune fermo” e sapendo come reagiscono gli apparati a certe notizie, c’è da credergli. Non è quindi uno scherzo! Credo che il richiamo a fare presto di Giacomo Leonelli e di Rifondazione Comunista, abbia una sua legittima ragion d’essere. D’accordo, ci vuole il tempo che ci vuole, d’accordo si tratta di cose delicate che richiedono particolare attenzione, ma se la cosa si trascina per mesi nell’indeterminatezza, è facile che diventi l’elemento centrale del dibattito politico di questa regione. La conclusione dell’indagine sull’imprenditore Giombini, che è stato scagionato da qualsiasi accusa, deve indurre tutti alla cautela e ad una valutazione oggettiva dei fatti. Era indicata, dai tanti ciarlatani che girano in Corso Vannucci, come l’indagine che avrebbe portato “in galera” mezza classe dirigente del capoluogo. Invece niente! Lui non ha chiesto risarcimenti. Se succedesse la stessa cosa per Locchi e compagnia e nel frattempo la Regione fosse passata di mano, non potrebbe chiederli nemmeno il Pd. I Voti non si risarciscono si danno e sono come i diamanti; valgono “per sempre”.
Il “freno da mordere” - lettera aperta a Walter Verini – “Walter ferma Walter”. Caro On. Verini, lei che ha grande influenza sull’0bama de noaltri, faccia qualcosa. Adesso scopriamo che Craxi è meglio di Berlinguer. Strano personaggio questo Veltroni. Si iscrive “giovanissimo alla direzione del Pci” e nega di essere mai stato comunista. Insomma come dire che il fornaio non ha niente a che vedere con il pane o il prete con la religione. Craxi sarà anche quello di Sigonella, ma è anche e soprattutto l’uomo dello “yuppismo e del rampantismo”, dell’occupazione massima del potere, di un Psi nel quale si sussurrava sghignazzando che “un mascalzoncello intelligente” era meglio di “un secchione onesto” e infine dell’inizio di una concezione personalistica della politica, basata sulla spartizione nuda e cruda delle poltrone e piena di dirigenti che si vantavano di “non aver mai letto un libro tutto intero”. In pratica la tanto criticata deriva odierna, “il modernismo”, gli embrioni e la base stessa della cultura dominante: quella Berlusconiana. Del resto non è un caso che i Craxiani di ferro stiano da quella parte. E allora se Craxi è il meglio perché criticare Berlusconi? Così si rischia di continuare a fare danni. E sarebbe ora di smettere. Veltroni era il responsabile nazionale della mitica “Stampa e propaganda”, esperienza che portò alla chiusura (con buffi) di tutte le Tv e le radio di partito, era il direttore di quell’Unità che ha chiuso i battenti ( ancora per buffi), era il segretario di quei Ds che nel 2001 ottennero il minimo storico alle elezioni, partito che (tanto per non perdere il vizio) ha poi chiuso, ed era infine il personaggio che ha voluto quel Pd che ha perso le elezioni, chiudendo (eh come te sbagli!) la sinistra. E allora, caro On. Verini, faccia una cosa di sinistra (se questa parola non le fa orrore e le ricorda ancora qualcosa), inviti l’uomo delle “chiusure” a riflettere prima di “aprire” a queste revisioni storiche. Anche se ormai non sortiscono più effetti perché, da questa parte, tutto quello che c’era da chiudere è stato già chiuso.

Ciuenlai.c@libero.it

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